23 febbraio 2026 Jnews Matteo Zendra

Dalla scoperta alla tutela. Si può riassumere così il percorso universitario-lavorativo di Matteo Zendra dottore in Fisica che, terminati gli studi, ha deciso di lavorare come mandatario brevetti.

Articolo pubblicato su Il Giornale di Brescia

Ventinove anni, dopo aver vissuto a Lovere si è trasferito a Brescia dove si è laureato all’Università Cattolica del Sacro Cuore e nel 2024 ha ottenuto il dottorato internazionale di ricerca in Fisica grazie alla collaborazione tra l’ateneo bresciano e la Katholieke Universiteit Leuven in Belgio. In quegli anni si è occupato di fisica quantistica ed in particolare di algoritmi per descrivere le proprietà dei materiali quantistici.

«Durante il dottorato mi sono resoconto di ricercare un’applicazione diretta dei miei studi in un contesto più pratico, cercavo qualcosa di più riscontrabile» racconta Zendra. Da qui la proposta di Jacobacci & Partners, società trai leader mondiali nella tutela della proprietà intellettuale, di diventare mandatario brevetti.

«Un lavoro che mi era sconosciuto, ma mi affascinava l’idea di poter scrivere un brevetto» continua Zendra.

Un mandatario brevetti traduce in linguaggio giuridico l’invenzione; un compito a metà strada tra giurisprudenza e scienza.

«Non sono in prima linea, ma immediatamente dietro per aiutare l’inventore a proteggere al meglio l’invenzione».

Se per le conoscenze giuridiche Zendra ha dovuto studiare, e dovrà sostenere due esami per iscriversi all’albo professionale italiano ed europeo, quelle scientifiche lo aiutano a comprendere ed analizzare l’invenzione. Per essere definita tale questa deve essere nuova e fornire la soluzione tecnica ad un problema. Il suo lavoro, poi, prevede la scrittura di una relazione con la domanda di brevetto, una sorta di articolo scientifico.

«Dobbiamo fare in modo che l’invenzione abbia il perimetro di protezione più ampio possibile».

Un lavoro delicato, ma appagante: «Conosciamo gli inventori, li guidiamo da un punto divi sta legale e a volte, involontariamente, diamo loro nuove idee».

«Da fisico mi occupo principalmente di brevettare invenzioni riguardanti l’elettronica, software sull’intelligenza artificiale, ottica, informatica e applicativi».

Un impiego di nicchia che a prima vista potrebbe sembrare una scelta folle, ma se si pensa che Albert Einstein, suo illustre predecessore, ha lavorato per anni all’ufficio brevetti svizzero allora la scelta più che pazza può risultare geniale.

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