Il marchio storico di interesse nazionale è un istituto previsto dal Codice della Proprietà Industriale, introdotto dall’art. 31 del D.L. 30 aprile 2019 n. 34 e disciplinato dal D.M. 10 gennaio 2020 (come modificato dal D.M. 28 febbraio 2025) e dal Decreto direttoriale 27 febbraio 2020. È importante specificare fin da subito che il marchio storico non rappresenta un nuovo titolo di proprietà industriale, bensì un riconoscimento ufficiale della storicità del marchio a cui si riferisce.
Si tratta infatti di uno strumento per valorizzare i marchi che rappresentano una parte significativa della tradizione produttiva italiana e che risultano legati storicamente al territorio nazionale.
Ai sensi dell’art. 11-ter C.P.I., possono essere iscritti nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale i marchi:
Il Registro dei marchi storici è istituito presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).
Dalla prassi applicativa emergono tre tipologie:
1. Marchio storico registrato: marchio registrato da almeno cinquant’anni. Per calcolare il requisito dei 50 anni, si fa riferimento alla data di deposito.
2. Marchio storico di fatto (non registrato): marchio oggetto di uso effettivo e continuativo per almeno 50 anni, anche in assenza di registrazione.
3. Marchio storico ibrido (o misto): marchio registrato da meno di 50 anni ma utilizzato da almeno 50 anni.
In questi casi occorre produrre sia il certificato di registrazione, sia le prove d’uso per il periodo anteriore.
L’iscrizione al Registro può essere richiesta:
L’iscrizione avviene su istanza dell’avente diritto. L’istanza deve contenere:
Nel caso di marchio registrato, occorre presentare la seguente ulteriore documentazione:
Nel caso di marchio non registrato, è necessario accompagnare l’istanza con:
Le prove possono consistere in: fatture, cataloghi, listini prezzi, documenti di spedizione, fotografie datate, inserzioni pubblicitarie, imballaggi, dichiarazioni scritte, ecc.
L’UIBM conclude l’esame entro
1. Utilizzo del logo ufficiale: le imprese iscritte al Registro, possono utilizzare il logo “Marchio storico di interesse nazionale”, anche nella versione inglese “Italian Historical Trademark” (dal 2025)
Il logo:
2. Strumento di comunicazione e valorizzazione del Made in Italy
Il riconoscimento rafforza la comunicazione aziendale, valorizzando:
Il marchio storico viene espressamente considerato un volano di crescita del tessuto produttivo italiano e un fattore di promozione del Made in Italy anche sui mercati internazionali.