30 agosto 2019 Articoli Andrea Beckert

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Da molti anni, sono a capo del dipartimento Human Resources di Jacobacci & Partners e quasi ogni giorno mi trovo a parlare con potenziali candidati. Talvolta sono professionisti affermati che conoscono molto bene il mestiere, spesso però sono giovani laureati che non hanno mai sentito parlare della professione di Patent o Trademark Attorney (Mandatario Brevetti o Marchi, in italiano).

Sì, perché il mondo della tutela della Proprietà Intellettuale (IP) non è ancora così conosciuto e spesso un laureato in Giurisprudenza oppure in Ingegneria non prende neppure in considerazione questo potenziale sbocco lavorativo.

Un vero peccato, perché si tratta di un mestiere stimolante e ricco di opportunità. Probabilmente se ne parlate ai vostri amici resteranno ad ascoltarvi incuriositi: un Patent Attorney, ad esempio, ha generalmente una formazione scientifica, come una laurea in Ingegneria o in Chimica, e per lavoro viene posto in continuazione davanti ad invenzioni della “tecnica” intesa nel senso più esteso. Chi è nato con la curiosità nel sangue, trova così pane per i suoi denti! Certo imparerà ad approcciare la materia anche dal punto di vista della tutela dell’innovazione, dunque acquisirà in parallelo anche le necessarie competenze di tipo legale. Sarà così lui ad accompagnare il cliente, che sia una grande azienda o un piccolo imprenditore, lungo la strada che porta a trasformare la sua brillante idea in un brevetto, da proteggere e da cui trarre profitti per gli anni a venire.

Per entrare in Jacobacci bisogna avere competenze di Proprietà Intellettuale?” 
È una domanda che mi viene rivolta di frequente. La risposta è no. Un giovane che ambisce a diventare professionista non deve necessariamente essere un esperto di IP. Acquisirà queste competenze sul campo, grazie a percorsi di mentoring da parte di un senior al quale si affiancherà, e dopo qualche tempo diventerà autonomo. È proprio lavorare fianco a fianco con colleghi più esperti che consente di imparare molto. Qui in Jacobacci & Partners si impara in fretta, e si cresce in fretta.

“Per entrare in Jacobacci devo sapere bene l’inglese?”  Ecco, questo sì.
La conoscenza della lingua inglese, ed eventualmente di altre lingue, è un requisito importante. Poi, il contatto con colleghi e clienti internazionali consentirà di migliorare ogni giorno, acquisendo presto un’ottima padronanza della lingua, utile anche per prendere parte ai numerosi eventi italiani e internazionali a cui l’azienda partecipa, un’occasione unica per conoscere professionisti che svolgono la stessa professione in altri Paesi.

“Com’è l’ambiente di lavoro?” 
Molti candidati vorrebbero chiederlo, pochi lo fanno esplicitamente.
Qui, in tutte le sedi del gruppo, si lavora in uffici moderni e funzionali, arricchiti dalle opere d’arte contemporanea della corporate collection. Nel rispetto dell’ambiente, abbiamo lanciato un’iniziativa volta ad eliminare l’uso della plastica usa e getta e cerchiamo di evitare gli sprechi di carta.

Da sempre, siamo un’azienda attenta alle esigenze delle persone: per questo stiamo implementando un programma di welfare aziendale volto ad offrire un ventaglio di interessanti benefit per tutti i dipendenti. 

In conclusione, lavorare in Jacobacci & Partners significa entrare a far parte di un’azienda leader in Italia e in Europa nella tutela della Proprietà Intellettuale: lo dimostrano clienti prestigiosi e riconoscimenti internazionali. Questo si traduce nell’affrontare ogni giorno tematiche sfidanti e stimolanti, impegnandosi per dare il massimo.
Essere i migliori significa avere aspettative molto elevate, ma anche grandi soddisfazioni.